FELIZZANO - 6 NOVEMBRE 1994

I felizzanesi di quell'incancellabile 6 novembre 1994 si ricordano un paese stravolto e sommerso, un silenzio inconsueto e il cielo che rispecchiava in un'enorme distesa d'acqua.
Attoniti e impauriti tutti si erano fermati dinanzi a quell'immagine così suggestiva eppure carica della rabbia e della disperazione di tutti coloro che avevano perso in quall'alluvione la propria abitazione e i propri affetti.
Tra le persone colpite c'era anche Pietro Ceresa che in Viale della Stazione, proprio nei pressi del fiume Tanaro, aveva la sua attività che comprendeva un'officina e la ditta di verniciatura TRC.
"Nonostante siano trascorsi 15 anni da quel giorno- racconta Pietro Ceresa- mi ricordo ancora che quella mattina venne l'ex sindaco Davolio a svegliarmi per avvertirmi di quanto stava accadendo, ero incredulo niente di simile era mai accaduto prima.
Era chiaro che il Tanaro fosse in una situazione a rischio esondazione ma nessuno credeva che le cose precipitassero così rapidamente. Così mi sono immediatamente recato nella mia officina per cercare almeno di mettere in sicurezza qualche macchinario e parte dell'attrezzatura.
Ma non ho avuto tempo di fare niente, in mezz'ora l'acqua ha immediatamente raggiunto la zona, la ditta e l'officina si sono allagate e io sono rimasto bloccato all'interno rischiando di annegare.
Fortunatamente sono arrivati in soccorso mio figlio e mio nipote che mi hanno portato in salvo, ero molto agitato e soffrendo di pressione alta sono stato trasportato al Pronto Soccorso."
L'acqua in Viale della Stazione ha raggiunto quasi i due metri, l'azienda e le altre abitazioni non hanno avuto scampo; ma dopo l'emergenza la paura ha lasciato spazio alla solidarietà e alla generosità di gente comune, forze dell'ordine e personale medico.
"Grazie agli Alpini, alla Protezione Civile, all'amministrazione comunale ma soprattutto con l'aiuto dei miei compaesani nel giro di un mese la situazione ha iniziato a tornare alla normalità, una decina di persone hanno lavorato senza sosta per ripristinare l'officina.
I danni all'azienda erano incalcolabili e i fornitori, comprendendo la mia situazione di disagio e quella delle altre dieci persone che lavoravano con me, ci hanno aiutato con la consegna di nuovi materiali e agevolato con i pagamenti.
La Cavis di allora ci aveva addirittura ricomprato parte dell'attrezzatura, e lo stabilimento della Ppg di Quattordio aveva offerto i suoi spazi per non farci interrompere almeno l'attività di verniciatura."
Insomma a quindici anni di distanza dopo il grande spavento i felizzanesi ricordano soprattutto la solidarietà e gli aiuti ricevuti in una giornata che non dimenticheranno mai.
Sveva Faldella

